Sismografie Narrative
Stampa digitale e cucito su stoffa
2 (83,5x96x3,5 cm), ingombro 140x190 cm 2018
Collezione Polo Museale Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo
L’opera è stata creata in occasione della Residenza Artisti - Ustica 2018
E' composta da due esagoni contenenti parti di dialoghi estratti dalle interviste con gli abitanti dell’isola di Ustica. I testi formano un sismogramma, attraversato da fili che tentano di ricongiungere le diverse voci e da una linea che suddivide la superficie in due filoni: da una parte le sbobinature dispari, dall’altra quelle pari, con l’intento di rompere la cronologia degli eventi vissuti.
La linea che attraversa l’opera è ispirata alla frattura terrestre da cui nasce l’isola. La sua “cicatrice” è ancora visibile e si rintraccia nella direzione del colle di Guardia dei Turchi, dove si trova il grande radar e dove un tempo sorgeva il semaforo marittimo. Durante la residenza, il radar è diventato il mio punto di orientamento, come lo era il semaforo per abitanti e naviganti. Una struttura sferica composta da grandi esagoni bianchi, simbolo di una tecnologia che trasforma il passato, ridisegnando le priorità della società contemporanea.
Queste forme e questi racconti permettono di osservare il territorio da diverse angolazioni, cogliendo il destino di una società che, nel tentativo di preservarsi, si sottopone a un processo continuo di metamorfosi, prima sul piano umano e poi su quello visivo.
Alcune immagini tratte dalla mia documentazione personale (residenza Ustica, 2018)